Polline: proprietà nutrizionali, benefici, uso e controindicazioni

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Il polline è l’insieme delle cellule germinali maschili (granuli) delle piante Spermatofite. I microscopici granuli pollinici hanno forme e dimensioni differenti. La consistenza è morbida e malleabile, il profumo è dolce-aromatico, il sapore intenso ed il colore è variabile. Generalmente quest’ultimo assume le diverse tonalità del giallo, anche se alcuni pollini possono avere un colore aranciato, rosso, marrone, violetto o blu (dipende dalla specie vegetale).

Il polline è una delle sostanze più ricche che si trovano in natura. Non viene prodotto dalle api, come ad esempio il miele, ma queste lo raccolgono dai fiori e lo trasportano all’alveare per fornire il cibo alla colonia. I granuli pollinici rappresentano infatti la materia prima utilizzata dalle api nutrici per produrre la pappa reale per le larve e l’ape regina.

Il polline è molto apprezzato nella medicina naturale per via delle sue notevoli proprietà benefiche così come la pappa reale, miele e propoli. Numerosi sono gli studi scientifici che ne dimostrano la validità nella cura di diverse patologie.

Cerchiamo di capire insieme le proprietà, i benefici, gli usi e le controindicazioni del polline.

Proprietà nutrizionali del polline

Ogni singolo granulo racchiude tutti gli elementi essenziali per la vita. Di seguito la composizione media dei granuli pollinici soggetta a variazione quali-quantitativa in base alla specie botanica d’origine.

  • Acqua: variabile dal 12 al 20%. In alcune specie può raggiungere anche percentuali del 50%.
  • Sali minerali: percentuali comprese tra il 2,5 – 4%. La quantità e la composizione dei minerali varia moltissimo in base alla specie vegetale di appartenenza. Gli oligoelementi maggiormente presenti sono potassio, fosforo, zolfo, magnesio e calcio.
  • Proteine: presenti dal 6 al 30%, con differenze qualitative tra le varie specie.
  • Amminoacidi liberi: compresi tra il 15 ed il 20%, in alcuni casi arrivano a percentuali superiori al 20%. Annoveriamo soprattutto la prolina, istidina, triptofano, metionina e fenilalanina.
  • Carboidrati: variabili dal 2 al 37%, a seconda della specie. Sono presenti principalmente sotto forma di zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), saccarosio e amido.
  • Acidi grassi, lipidi e steroli: i grassi totali sono presenti in percentuali che variano dall’1 al 20%. La maggior parte sono acidi grassi essenziali come l’omega-3 e omega-6.
  • Vitamine: A, del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B7, B8, B9, B12), C, D, E, H. La componente vitaminica è strettamente dipendente dalla specie vegetale da cui viene raccolto il polline.
  • Pigmenti: i carotenoidi (media: 0,06%) e flavonoidi (media: 0,04 al 0,06%) sono i due pigmenti principali. Entrambi sono responsabili del caratteristico colore dei granuli pollinici.
  • Fattori antibiotici, ormoni (estrogeni e testosterone) ed enzimi.

Il contenuto proteico del polline è notevolmente superiore a quello della carne, pesce, uova e formaggio. Secondi alcuni, questo alimento è talmente bilanciato e completo che è sufficiente per sopravvivere alcuni mesi senza cibarsi di altro. Ovviamente è bene non eccedere e variare il tipo di dieta, ma questo sottolinea quanto il polline sia una sostanza veramente molto pregiata e preziosa.

Benefici del polline

Le straordinarie proprietà nutrizionali, rendono questo alimento un complemento dietetico molto utilizzato nella cura e prevenzione di numerose condizioni patologiche.

Essendo il polline un ottimo energizzante e ricostituente, il suo consumo è consigliato in situazioni di stress e affaticamento. Migliora l’attività cerebrale, il livello di concentrazione, le performance mnemoniche e fisiche. La sua assunzione viene anche raccomandata in caso di astenia, esaurimento nervoso ed impotenza sessuale. Particolarmente utile inoltre in persone convalescenti e deperite perchè contribuisce al recupero della vitalità dell’organismo.

Il suo effetto tonico e rinforzante è ottimo per i bambini in fase di crescita e donne in gravidanza o allattamento. Molto apprezzato anche dagli sportivi poichè aumenta la resistenza e la velocità di recupero.

Grazie alle proprietà antiossidanti (flavonoidi), il polline previene i disordini cardiovascolari (abbassando il colesterolo), stabilizza e rafforza i capillari, riduce le infiammazioni e contrasta i radicali liberi. E’ in grado infatti di rallentare i processi di invecchiamento stimolando il metabolismo cellulare epidermico. Un flavonoide importantissimo contenuto nel polline è la quercetina. Quest’ultima si comporta come un antiasmatico, antistaminico ed antiallergenico. Utile quindi per il trattamento di sinusiti, bronchiti, allergie e asma bronchiale.

I flavonoidi inoltre svolgono un’importantissima azione antinfiammatoria. Sembra infatti che il polline sia efficace come rimedio naturale contro l’ipertrofia prostatica. Inibisce in pratica la crescita del tessuto prostatico riducendo la congestione infiammatoria della prostata ed il rischio di sviluppare un tumore in loco.

L’assunzione giornaliera del polline aiuta a migliorare le funzionalità del sistema immunitario. Agendo infatti come immunomodulante stimola la risposta immunitaria contro le aggressioni esterne. Essendo un antibatterico naturale è molto utile nel combattere raffreddore, tosse ed influenze tipiche della stagione invernale.

Questo prezioso alimento svolge anche un’attività disintossicante del fegato migliorandone la funzionalità.

I granuli pollinici hanno anche un leggero effetto stimolatorio sull’intestino. Adatto dunque per combattere la stitichezza.

Uso e dosaggi del polline

Il polline viene commercializzato principalmente allo stato naturale (in granuli). Tuttavia è possibile acquistarlo anche sotto forma di compresse, tavolette o perle.

Si consiglia di assumere questo alimento a digiuno; il momento migliore è la mattina prima di fare colazione. Quando in granuli, può essere consumato da solo oppure insieme ad una bevanda calda o nello yogurt. Se non amate il caratteristico sapore del polline è possibile aggiungere del miele.

La dose giornaliera consigliata è di circa 15 – 20 gr (un cucchiaio) per gli adulti e 5 – 10 gr per i bambini. La durata di somministrazione dipende dalle proprie necessità. Generalmente la sua assunzione consiste in cicli di 1 – 3 mesi (massimo) da ripetere un paio di volte durante l’anno, spesso in concomitanza con i cambi di stagione.

La conservazione del polline non prevede particolari precauzioni. E’ comunque raccomandabile conservarlo in contenitori di vetro chiusi, al riparo da fonti di calore e d’umidità.

Controindicazioni del polline

Trattandosi di un alimento potenzialmente allergizzante, non tutti possono assumerlo come integratore. La sua assunzione è infatti controindicata in soggetti allergici ai prodotti dell’alveare come miele, propoli e pappa reale.

Gli effetti collaterali più comuni che possono comparire in caso di reazione allergica sono: prurito, rinite, congiuntivite, broncospasmo, eruzioni cutanee e gonfiore del cavo orale.

Sono stati segnalati eventi avversi anche a carico di persone che soffrono di riniti e reazioni allergiche dovute ai pollini presenti nell’aria. In questo caso si raccomanda di consumare il polline in modo molto graduale, al fine di comprendere le specifiche reazioni di risposta da parte dell’organismo.

Il consumo eccessivo di polline può comportare inoltre effetti lassativi.


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