Birra: tipologie, proprietà, benefici, uso ed effetti collaterali

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La birra è una delle bevande più antiche, le cui radici risalgono all’epoca dei Babilonesi. E’ una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di zuccheri provenienti dai cereali.

Gli ingredienti principali della birra sono acqua, malto, luppolo e lievito. Il cereale più utilizzato per la sua produzione è sicuramente l’orzo ma vengono impiegati anche altri cereali come il grano, l’avena o il farro.

A differenza di quanto si possa pensare, la birra possiede notevoli proprietà nutritive e molteplici benefici. Diversi sono gli usi alternativi che si possono ricavare da questa conosciutissima bevanda. Ed ovviamente, se consumata in eccesso comporta effetti collaterali dannosi per la nostra salute.

Cerchiamo di conoscere meglio il mondo della birra.

Le diverse tipologie

Le differenti tipologie di birra vengono tecnicamente definite “stili birrari”. Questo termine si utilizza per differenziare e categorizzare le birre in base al colore, sapore, gradazione alcolica e ad altre caratteristiche.

L’universo della birra è popolato da un panorama impressionante di stili birrari, figli di evoluzioni storiche e culture differenti. Tuttavia, una grande macro-suddivisione viene effettuata a seconda del tipo di lievito o fermentazione utilizzata.

  • Alta fermentazione (Ale): nel mosto vengono aggiunti i lieviti della specie Saccharomyces cerevisiae. Si tratta di lieviti che lavorano bene ad alte temperature, comprese tra i 18 e 24 °C. La fermentazione avviene nella parte alta del fermentatore. Esempi di stili Ale: Stout, Porter, Bitter e Weizen.
  • Bassa fermentazione (Lager): birre prodotte con i lieviti Saccharomyces carlsbergensis a temperature basse comprese tra gli 8 e 12 °C. La fermentazione si sviluppa nella parte bassa del fermentatore. Queste birre sono le più diffuse sul mercato. Esempi di stili Lager: Pils, Helles e Dunkel.
  • Fermentazione spontanea (Lambic): fermentazione che sfrutta i lieviti che si trovano nell’aria come quelli appartenenti al genere Brettanomyces. Esempi di stili Lambic: Gueuze, Framboise e Kriek.

Proprietà nutritive della birra

Questa bevanda è costituita da acqua (ca. 85%), alcol (3 – 9%) ed estratto secco (3 – 8%).

Non contiene grassi ed è povera di sodio. Rappresenta una fonte preziosa di importanti principi nutritivi come vitamine (gruppo B), sali minerali (ricca di potassio, fosforo e magnesio), acido folico e fibre.

Inoltre nella birra troviamo anche due molecole importanti derivanti dal luppolo: xantumolo e iso-alfa tetraidro.

Lo xantumolo è una molecola polifenolica della famiglia dei flavonoidi. Test sperimentali in vitro hanno mostrato come questa sostanza abbia proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali di potenziale interesse terapeutico. Sembra invece che l’iso-alfa tetraidro sia in grado di ridurre lo sviluppo di adipe e la concentrazione ematica di insulina.

Il luppolo ha delle proprietà che sicuramente meritano ulteriori ricerche scientifiche in quanto possono essere sfruttate per curare alcune patologie come i disordini metabolici.

I molteplici benefici 

La birra, consumata in quantità moderate, ha numerosi effetti benefici.

  • Favorisce la diuresi. E’ stato osservato come i consumatori moderati di birra riducono il rischio di calcoli renali del 40%.
  • Migliora la digestione. La presenza di fibre solubili favorisce la digestione. In particolare, la birra scura contiene circa 1 gr di fibre in 30 cl (un bicchiere).
  • Aumenta il colesterolo buono (HDL) e la salute cardiovascolare. Consumare birra moderatamente aiuta ad aumentare l’HDL riducendo il rischio di malattie cardiovascolari. Diversi studi hanno dimostrato come un moderato consumo diminuisce il rischio di queste patologie dal 25 al 40% rispetto a chi non la beve.
  • Rafforza le ossa. Il silicio contenuto nella birra è fondamentale per le ossa. E’ stato dimostrato come chi consuma una birra al giorno ha una densità ossea maggiore rispetto a chi non la beve.
  • Aumenta le vitamine nel sangue. La birra è particolarmente ricca di vitamine del gruppo B (B1, B2, B6 e B12). Uno studio olandese ha evidenziato come i consumatori moderati di birra hanno livelli di vitamina B6 superiori del 30% rispetto a chi non la beve.
  • Combatte l’insonnia. Secondo uno studio americano, la birra aumenta la quantità di dopamina nel cervello (modulatore del ritmo sonno-veglia). Gli effetti benefici sul sonno sono stati ottenuti con appena 15 ml di birra, pari ad un cucchiaio.
  • Previene l’Alzheimer. Il silicio contenuto nella birra sembra contribuisca a proteggere dagli eventuali effetti nocivi dell’alluminio. Quest’ultimo viene considerato, senza prove definitive, come una delle possibili cause dell’Alzheimer.
  • Previene i coaguli sanguigni. Uno studio greco ha mostrato come la birra possa prevenire la formazione di coaguli e migliorare la circolazione sanguigna rendendo la arterie più flessibili.
  • Prevenzione del diabete di tipo 2. Aumentando la sensibilità all’insulina, la birra quando consumata moderatamente (1 bicchiere) può contribuire alla prevenzione di questa patologia.

Usi alternativi della birra

Lo sapevi che questa bevanda si presta a tanti usi utili ed originali? Vediamoli insieme.

  • Giardinaggio. Ottima per concimare il terreno. Versare qualche goccia di tanto in tanto aiuta le piante a cresce rigogliose ed in salute. Inoltre, la birra è un antiparassitario naturale contro le lumache. Se riempite un recipiente di birra e lo interrate vicino la pianta infestata, le lumache attratte dall’odore ci cadranno dentro. Dopodiché, svuotate il contenitore con dentro le lumache in un altro luogo. Questo rimedio naturale sembra funzioni anche contro api e vespe.
  • Cera per mobili in legno. La birra è perfetta quando utilizzata per pulire e lucidare i mobili in legno con un panno in microfibra.
  • Smacchiatore. Ottima per eliminare le macchie dai tessuti soprattutto quando utilizzata in combinazione con acqua gasata.
  • Trattamento per i capelli. E’ noto che lavare i capelli con la birra donerà alla chioma volume e lucentezza. Dopo il primo shampoo, versatene un po’ sui capelli e massaggiate.
  • Trattamento per la pelle. Questa bevanda rende la pelle più morbida, liscia ed idratata.
  • Lucidante per gioielli oro e argento. Immergete i vostri gioielli in una ciotola di birra per almeno 15 minuti. Poi strofinateli con un panno asciutto.
  • Pastella per friggere. Sostituire il latte con la birra renderà la frittura molto più delicata e leggera. Indicata per friggere soprattutto le verdure.
  • Pediluvio. Ottimo rimedio per quando i piedi sono stanchi e doloranti.

Possibili effetti collaterali

Nonostante le sue molteplici proprietà benefiche, anche questo alimento ha i suoi contro. Gli effetti collaterali sono dovuti principalmente all’alcol etilico o etanolo e sono strettamente correlati alle quantità consumate. Diversi sono i sistemi organici che possono venire coinvolti da un abuso (cronico) di questa bevanda.

  • Sistema nervoso centrale: perdita temporanea di memoria, del controllo delle emozioni e dell’equilibrio. Innalzamento della soglia del dolore e riduzione della capacità di giudizio. Aumento del desiderio sessuale ma incapacità di eseguire l’atto. Se l’assunzione di notevoli quantità di etanolo è cronica, si possono verificare crisi di astinenza e decadimento delle funzioni cerebrali.
  • Sistema digerente: irritazione reversibile delle mucose (gastriti ed esofagiti).
  • Sistema epatico: ingrossamento del fegato e cirrosi epatica. Inoltre, l’abuso di birra come di altre bevande alcoliche aumenta il rischio di sviluppare il tumore al fegato.
  • Sistema circolatorio: l’acol etilico può causare difetti nella coagulazione e facilitare il sanguinamento.
  • Sistema metabolico: aumento patologico dei livelli di trigliceridi nel sangue. Stimola anche l’appetito ed inibisce l’ossidazione degli acidi grassi.
  • Sistema circolatorio: rialzo della pressione arteriosa, insufficienza e aritmia cardiaca.
  • Gravidanza e allattamento: assumere alcolici in gravidanza aumenta il rischio di aborto spontaneo e sindrome alcolica fetale. Fortemente sconsigliata durante l’allattamento.

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