Lupini: proprietà nutrizionali, benefici, uso e controindicazioni

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I lupini sono legumi molto antichi dalle straordinarie proprietà. Venivano utilizzati dai nostri antenati per il loro elevato potere saziante e per i numerosi benefici che apportano. In realtà, questo legume era molto apprezzato anche nel campo dell’agricoltura perchè migliorava la fertilità della terra grazie al suo elevato contenuto di azoto.

Il lupino è il seme della pianta appartenente al genere Lupinus. A questo genere appartengono più di 200 specie di piante diverse. Si tratta di piante erbacee perenni che per crescere necessitano di terreni sabbiosi, ben drenati e sub-acidi.
La semina del lupino viene eseguita in autunno e la maturazione dei semi avviene in estate, precisamente tra giugno e luglio.
Scopriamo insieme le tipologie, proprietà, benefici, usi e controindicazioni dei lupini.

Coltivazione dei lupini

Il lupino veniva coltivato già in tempi molto antichi nelle aree del Mediterraneo e del Medio Oriente. La coltivazione era destinata all’alimentazione umana, foraggio e all’agricoltura per migliorare la fertilità del terreno.

In passato la produzione di questo legume era piuttosto abbondante. Il basso prezzo ed il suo potere saziante avevano reso il lupino altamente richiesto tra le popolazioni più disagiate. Con il passare del tempo la domanda di mercato diminuì fino ad arrivare ad oggi dove sembra sia tornato alla ribalta come parte integrante di una dieta sana ed equilibrata.

Attualmente la produzione ed il consumo dei lupini sono molto diffusi nelle aree del Sud.

Proprietà nutrizionali dei lupini

Il lupino è un legume molto energetico. In 100 gr (114 kcal) troviamo:

  • 69% di acqua;
  • 16,5% di proteine;
  • 7% di carboidrati;
  • 3,5% di fibre;
  • 3% di grassi (principalmente acidi grassi insaturi).

Le proteine sono ricche di amminoacidi essenziali per il nostro organismo come la leucina, triptofano, treonina e lisina. Si tratta di sostanze fondamentali che il nostro organismo non è in grado di produrre. Di conseguenza, dobbiamo necessariamente acquisirle con l’alimentazione.

I carboidrati sono invece caratterizzati da un basso indice glicemico. Questo rende i lupini ideali anche per soggetti con problemi di glicemia.

Questo legume rappresenta una vera e propria fonte di sali minerali come calcio, fosforo, magnesio, sodio e potassio.

Tra i macronutrienti contenuti nel lupino troviamo anche le vitamine A, B, C e D.

Benefici dei lupini

Grazie ai suoi componenti nutrizionali, il lupino apporta molteplici benefici alla nostra salute. Vediamoli nel dettaglio.

  • Intestino: grazie al contenuto di fibra, i lupini favoriscono la peristalsi intestinale promuovendo il processo digestivo. Utili quindi nel combattere la stitichezza. Prevenire la stipsi significa anche prevenire la formazione di ragadi ed emorroidi. Favoriscono inoltre la proliferazione e l’attività della microflora intestinale.
  • Sistema cardiovascolare: gli acidi grassi insaturi (es. omega-3), contenuti nei lupini, preservano il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare. Contribuiscono dunque a mantenere i giusti livelli di pressione sanguigna. Sembrerebbe infatti che il loro consumo favorisca il rilassamento dei vasi sanguigni con una conseguente riduzione della pressione arteriosa.
  • Ipocolesterolemizzanti: gli steroli vegetali e la fibra presente nei lupini rendono questo legume un buon alleato per contrastare gli alti livelli di colesterolo nel sangue.
  • Diabete: un recente studio condotto presso l’Università San Raffaele di Milano ha messo in evidenza come la proteina “conglutina” contenuta nel lupino sia in grado di mimare l’azione dell’insulina combattendo l’accumulo del glucosio.
  • Celiachia: non contenendo glutine possono essere consumati tranquillamente da chi soffre di celiachia.
  • Sistema muscolo-scheletrico: la buona percentuale di magnesio promuove la salute muscolare. Inoltre, questo sale minerale garantisce l’assorbimento del calcio da parte delle ossa assicurando il mantenimento della loro densità.

Usi culinari e non dei lupini

Questo legume viene oggi consumato soprattutto come spuntino piuttosto che come pasto principale.

Conosciuta è anche la farina di lupini, utilizzata per la preparazione di burger o polpette vegetali, pasta, pane, grissini, focacce, torte salate, zuppe e vellutate.

I lupini possono essere utilizzati anche come contorno o come ingrediente per minestroni rustici.

In commercio questo legume si trova principalmente in forma pre-cotta e sottovuoto. E’ possibile anche trovare i lupini secchi ma questi necessitano di un lungo ammollo (3 – 4 giorni) e successiva bollitura. Il lupino contiene infatti tre sostanze tossiche alcaloidi: lupotossina, lupanina ed oscilupanina che diventano innocue quando sottoposte a specifici processi di preparazione e bollitura. Ad oggi, botanici ed agricoltori stanno cercando di perfezionare il profilo genetico del lupino al fine di ottenere legumi contenenti basse percentuali di questi alcalodi. Inoltre, dopo la bollitura è necessaria una salamoia così da estrarre le sostanze amare e rendere i lupini commestibili. In passato i marinai immergevano i lupini direttamente nell’acqua di mare.

I lupini vengono impiegati anche nel settore cosmetico. Dalla loro spremitura a freddo si ricava un olio ad azione antiossidante (antirughe e protettivo contro le radiazioni solari). Può essere dunque applicato su viso, mani e corpo.

Controindicazioni

Individui già allergici alle arachidi sono maggiormente predisposti a sviluppare reazioni allergiche al lupino. I sintomi di un attacco allergico sono difficoltà respiratorie, eritemi, dolori addominali, diarrea e congiuntiviti. Solo raramente sono stati registrati casi di shock anafilattico. Quindi, sarebbe meglio evitare di mangiare lupini in caso di nota ipersensibilità nei confronti delle arachidi.

Per quanto i lupini siano benefici per il nostro organismo, un loro consumo eccessivo può comportare una serie di effetti indesiderati.

Come abbiamo visto precedentemente, questo legume favorisce il transito intestinale. Di conseguenza, quando assunti in quantità elevate possono scatenare episodi diarroici e mal di pancia.

Quando il lupino non viene lavorato in maniera adeguata, le sostanze tossiche in esso contenute non vengono completamente rimosse. In questo caso possiamo incorrere in un avvelenamento, raro ma piuttosto rischioso. Tuttavia, una lavorazione errata si riconosce immediatamente a causa del forte sapore amaro dei lupini. In caso di avvelenamento riscontriamo: stati confusionali, febbre, ipertensione, vomito, diarrea, vertigini e mal di stomaco. E’ opportuno ribadire che i casi di avvelenamento sono davvero rari. Questo perchè la filiera produttiva è molto controllata e poi perchè sono necessarie elevate quantità di alcaloidi per far scattare i sintomi tipici di un’intossicazione.


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