Crescione: tipologie, proprietà, benefici, uso e controindicazioni

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Il crescione (Lepidium sativum) è un ortaggio invernale appartenente alla famiglia delle Brassicacee, come le verze, cavolfiori, cime di rapa, ecc. Si tratta di una pianta annuale di facile coltivazione, utilizzata a scopo alimentare grazie al suo sapore tipicamente acidulo e piccante. Spesso viene infatti impiegata proprio come erba aromatica. Di quest’ortaggio vengono in genere utilizzate le foglie fresche perché, una volta essiccate, perde gran parte delle sue proprietà.

Il Lepidium sativum viene coltivato fin dai tempi antichi sia per le sue proprietà culinarie sia per le virtù fitoterapiche (es. azione depurativa e disintossicante). I Persiani lo apprezzavano in quanto ritenevano che aiutasse la crescita dei bambini, mentre i Romani gli attribuivano un effetto afrodisiaco. Nasce spontaneamente in tutta Europa, soprattutto lungo i corsi d’acqua ed acque ferme. Questo ortaggio è caratterizzato da un ciclo di crescita molto breve (24 ore) e si sviluppa sul terreno in modo cespuglioso. Presenta foglie sottili ed ovali, piccoli fiori bianchi e steli lunghi anche fino a 20 – 30 cm.
Scopriamo insieme le tipologie, proprietà, benefici, usi e controindicazioni del crescione.

Tipologie di crescione

Si conoscono tre tipologie differenti di crescione:

  • d’acqua: cresce in prossimità di ruscelli e fossati dalle acque molto pulite. Fiorisce in estate ma gli steli più teneri si raccolgono in inverno e primavera. Le foglie sono di un bel colore verde intenso e dal sapore amarognolo. E’ ottimo per insalate e verdure fresche.
  • d’orto (inglese o comune): varietà che viene coltivata negli orti senza troppe pretese. Le foglie sono glabre ed i fiori bianco-rosa a grappolo. Può essere raccolto anche in inverno e viene spesso utilizzato nelle zuppe e vellutate.
  • dei prati: nasce nelle piane soleggiate e si raccoglie durante la stagione più calda. Le foglioline sono semi-glabre e particolarmente “piccanti”. Ottimo per conferire alle insalate note pepate.

Coltivazione del crescione

Questa pianta erbacea resiste discretamente al freddo. Per svilupparsi richiede temperature medie di circa 15 °C e per germogliare temperature sopra i 5 °C. Si può coltivare per la maggior parte dei mesi dell’anno, evitando però i mesi estivi a causa dell’eccessivo caldo. Durante i mesi invernali è consigliata una coltura protetta (tunnel), soprattutto negli orti settentrionali.

E’ un ortaggio poco esigente per quanto riguarda il terreno, si può infatti coltivare senza problemi anche in vaso. Predilige terreni non troppo soleggiati, umidi (senza ristagni d’acqua) ed appena acidi. La lavorazione del terreno è tradizionale, quindi va bene una vangatura a media profondità così da rendere la terra morbida e drenante.

La concimazione è facoltativa, in quanto la pianta è poco esigente. E’ un ortaggio che richiede pochissima cura. Sarà sufficiente evitare i ristagni d’acqua e togliere le erbe infestanti che tendono a crescere intorno alla pianta di crescione.

La raccolta avviene circa un mese dopo il trapianto e può essere eseguita finchè la pianta non fiorisce. Le foglioline vengono raccolte utilizzando delle forbici o coltello, recidendole come si fa per le altre insalate da taglio.

Proprietà nutrizionali

Il crescione d’orto apporta circa 32 kcal per 100 gr di prodotto. I nutrienti sono così ripartiti:

  • 89,4 gr di acqua;
  • 5,5 gr di carboidrati (di cui 4,4 gr di zuccheri);
  • 2,6 gr di proteine;
  • 1,1 gr di fibra alimentare;
  • 0,7 gr di grassi (di cui 0,239 gr di monoinsaturi; 0,228 gr di polinsaturi; 0,023 gr di saturi).

Tra i sali minerali più abbondanti troviamo: potassio (606 mg), calcio (81 mg), fosforo (76 mg), magnesio (38 mg), sodio (14 mg) e ferro (1,3 mg).

La componente vitaminica è rappresentata principalmente dalle vitamine A, C e K. In concentrazione minore sono presenti le vitamine B (B1, B2, B3, B5 e B6), E ed i folati.

Il crescione è anche ricco di antiossidanti come betacarotene, luteina e zeaxantina, glucosinolati (es. gluconasturtiina) ed isotiocianati.

Benefici del crescione

  • Antitumorale: quest’ortaggio contiene fitonutrienti capaci di inibire la formazione delle cellule tumorali e preservare la qualità del DNA cellulare. I composti responsabili di quest’azione sono ad esempio gli isotiocianati, utili soprattutto nella prevenzione del tumore al seno.
  • Antiossidante: questa proprietà benefica è imputabile a molecole antiossidanti come betacarotene, glucosinolati, luteina e zeaxantina. Il crescione è dunque un ottimo alleato per contrastare gli effetti dannosi dello stress ossidativo causato dai radicali liberi.
  • Ipocolesterolemizzante: sempre grazie agli antiossidanti contenuti, questa pianta erbacea è utile nel ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Contribuisce dunque ad abbassare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
  • Benefico per le ossa: essendo ricco di vitamina K, quest’ortaggio contribuisce alla salute delle nostre ossa.
  • Stimolante dell’appetito: questa pianta contiene composti vegetali che stimolano l’appetito, come lo zinco e la gluconasturtiina. Entrambi sono infatti in grado di stimolare la mucosa gastrointestinale a produrre secrezioni gastriche, con conseguente aumento del senso della fame.
  • Antianemico: il ferro e la vitamina C (facilita l’assorbimento del ferro) presenti, riducono il rischio di sviluppare o peggiorare l’anemia.
  • Antisettico: il crescione presenta proprietà antisettiche, curative e rigenerative della pelle. Quando infatti applicato sulla cute può favorirne la guarigione, la può proteggere dalle infezioni ed irritazioni.
  • Gravidanza: per via della buona quantità di folati presenti nel crescione, questa pianta è molto consigliata alle donne in gravidanza. I folati sono utili infatti per prevenire alcune malformazioni fetali.

Usi del crescione e consigli d’acquisto

Prima di acquistare il crescione accertatevi che abbia un bel colore verde brillante e l’odore caratteristico (pungente ed aromatico). Non acquistatelo o consumatelo se presenta foglie ingiallite e con odore di muffa o smorzato.

Per evitare di perdere tutte le sostanze nutritive ed il tipico sapore, questa pianta erbacea va consumata cruda. In cucina viene largamente impiegata nelle insalate, panini, tramezzini, zuppe, salse, antipasti freddi e minestre. Ottimo anche quando tagliato o tritato per accompagnare formaggi freschi o purè di patate. In Romagna, ad esempio, il crescione viene molto utilizzato per farcire le tradizionali piadine.

Il crescione va conservato in frigorifero immergendo i gambi in un bicchiere d’acqua. Essendo piuttosto delicato è preferibile consumarlo nell’arco delle 24 ore.

Dal punto di vista fitoterapico, questa pianta viene anche consigliata per le sue proprietà detergenti. Utile infatti per le pelli impure o semplicemente per pulire in profondità l’epidermide. In erboristeria, si può acquistare un prodotto già pronto a base di crescione oppure lo si può preparare in casa pestandolo nel mortaio o cercando di estrarre il succo da usare poi come detergente.

Controindicazioni

Il consumo eccessivo di crescione non viene raccomandato in caso di:


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