Indivia: tipologie, proprietà, benefici, uso e controindicazioni

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L’indivia è un tipo di insalata con forma a cespo di colore bianco-verde o verde-giallo (dipende dalla varietà). Il suo nome scientifico è Cichorium endivia ed appartiene alla famiglia delle Asteracee. E’ un ortaggio che si trova soprattutto in autunno – inverno ed è tipico del Mediterraneo. Tuttavia, poichè le diverse tipologie di indivia maturano in tempi differenti, questa verdura è in realtà disponibile durante tutto l’anno. In Italia viene ampiamente consumata sia cruda (insalata) sia cotta (lessata, alla romana farcita, ecc). Era già nota ai tempi dei Greci e dei Romani che ne apprezzavano sia il gusto sia le proprietà depurative.

L’indivia predilige un clima fresco e temperato. Resiste abbastanza bene alle temperature gelide e teme siccità e parassiti.

Dall’azione antiossidane e diuretica, quest’ortaggio apporta importanti benefici al nostro organismo.

Ma quali sono le tipologie, proprietà, benefici, usi e controindicazioni dell’indivia?

Tipologie di indivia

Le varietà più diffuse sono tre: scarola, riccia e belga. Vediamole nel dettaglio.

  • Scarola (latifolium): caratterizzata da un cespo a rosetta formato da foglie allungate di colore verde chiaro o scuro. Il margine fogliare è intero o dentato e la nervatura è marcata e di colore bianco. Le varietà autunnali formano cespi più voluminosi, aperti e con foglie lunghe; mentre quelle invernali sono di dimensioni più contenute e hanno foglie più corte e cespi chiusi. Alcune tipologie: l’indivia di Bergamo e Radicchia di Lucca.
  • Riccia (crispum): insalata di tipo invernale con foglie larghe, margine irregolare e di colore verde chiaro, bianco e giallo. La consistenza è croccante e sapore amarognolo. Numerose sono le varietà suddivise in precoci e tardive. Delle prime fanno parte la Riccia d’Italia, la Romanesca, la Cuor d’oro e la Mantovana. Tra quelle tardive annoveriamo la Riccia d’inverno e la Rossa di Moncalieri (a costa bianca o costa rosa).
  • Belga (cicoria di Bruxelles): una tipologia che si ottiene mediante un particolare processo di forzatura o artefazione. Prende il nome dalla città di Bruxelles in cui, nel XIX secolo, avvenne casualmente la sua scoperta. Un contadino lasciò le radici di indivia in una cantina e queste germogliarono con foglie nuove, quasi del tutto bianche. Successivamente questa varietà venne migliorata da un botanico e poi commercializzata per la prima volta in Francia. Le sue foglie bianche derivano dalla crescita al buio dei germogli.

Tecniche di coltivazione

Nonostante quest’ortaggio venga consumato principalmente in autunno ed inverno, il clima ideale per la crescita è quello tipico della tarda primavera e dell’estate. Come specificato precedentemente, l’indivia si adatta anche a climi mediamente freddi, purché si evitino le gelate.

Predilige un terreno morbido, ben drenato ed arricchito con concimi organici oppure compost.

L’esposizione al sole dipende invece dalla qualità coltivata. Le varietà verdi non hanno bisogno di particolari ripari, se non da fenomeni atmosferici come la grandine. Quelle imbiancate, subiscono invece un processo di privazione della luce, affinché siano più morbide e meno amarognole. Sarà sufficiente legare un ciuffo di foglie con dello spago e coprirlo con un riparo per un periodo variabile dai 10 giorni alle 3 settimane.

L’apporto d’acqua dipende dalla zona di coltivazione e dalla stagione. Durante i periodi piovosi può non essere necessario alcun altro tipo d’intervento, mentre nei mesi più aridi, l’annaffiatura è quasi giornaliera. Mi raccomando però di evitare i ristagni d’acqua, quindi evitate gli eccessi.

Tutte le varietà d’invidia possono essere efficacemente coltivate sia in orto sia in vaso. In caso si preferisca coltivare quest’ortaggio in vaso, si tendono a preferire i contenitori rettangolari. Sul fondo andrà predisposto un letto di cocci, ghiaia o palline d’argilla, per favorire il deflusso dell’acqua. Il vaso va riempito con un terriccio leggero e arieggiato, meglio se ricco di sostanze organiche come il compost.

La raccolta, invece, avviene all’incirca tre mesi dopo la semina.

Proprietà nutrizionali

L’indivia è un ortaggio che vanta un ottimo quantitativo d’acqua. Motivo per cui è caratterizzata da un ridotto apporto energetico (17 kcal per 100 gr di prodotto). I componenti nutrizionali sono così ripartiti.

  • 93,79 gr di acqua;
  • 3,35 gr di carboidrati (di cui 0,25 gr di zuccheri);
  • 3,2 gr di fibre alimentari;
  • 1,25 gr di proteine;
  • 0,2 gr di grassi (di cui 0,087 gr di polinsaturi, 0,048 gr di saturi e 0,004 di monoinsaturi).

Tra i sali minerali più abbondanti troviamo: potassio (314 mg), calcio (52 mg), fosforo (28 mg), sodio (22 mg), magnesio (15 mg) e ferro (0,83 mg).

La componente vitaminica è rappresentata dalle vitamine: A, B (B1, B2, B3, B5, B6), C, J, K, E e folati. Le vitamine maggiormente rappresentate sono la A, C, J, e K.

L’indivia è anche ricca di antiossidanti come il beta-carotene (pigmento carotenoide).

Benefici dell’indivia

L’ndivia è un’ottima alleata del sistema immunitario, grazie al suo elevato contenuto di vitamina C. Nello specifico, 100 gr di prodotto coprono quasi il 100% del fabbisogno di vitamina C e di fibre. La vitamina C è una potente vitamina idrosolubile antiossidante. È necessaria per la sintesi del collagene, una proteina strutturale necessaria per mantenere l’integrità dei vasi sanguigni, pelle ed ossa. Il consumo regolare di cibi ricchi di vitamina C aiuta a sviluppare una resistenza contro le infezioni virali rinforzando i globuli bianchi, accelera la guarigione delle ferite e contrasta lo stress ossidativo dovuto ai radicali liberi.

La ricchezza della fibra alimentare favorisce il transito intestinale. Inoltre, le fibre presenti in quest’ortaggio contribuiscono a ridurre la glicemia ed il colesterolo cattivo (LDL) nei pazienti obesi e diabetici.

L’indivia è anche un’ottima fonte di vitamina K che svolge un’importante azione antiemorragica favorendo la coagulazione del sangue. La vitamina K aiuta inoltre a proteggere le ossa dalle fratture, aiuta a prevenire la perdita ossea, la calcificazione delle arterie e previene il cancro al fegato e alla prostata.

L’abbondanza d’acqua e di potassio conferiscono all’indivia un potere diuretico.

Questa verdura rientra infine tra quelle con più alto contenuto di acido folico (B9). La vitamina B9 risulta particolarmente utile in gravidanza per la prevenzione di alcune malformazioni fetali.

Usi dell’indivia e consigli di acquisto

Questo tipo di insalata è estremamente versatile in cucina, poichè può essere consumata sia cruda sia cotta. Quando cucinata però il suo caratteristico sapore amarognolo ed una buona quantità di sostanze nutritive tenderanno a perdersi. Può essere bollita, saltata in padella, stufata o grigliata (soprattutto la tipologia belga). Quando cotta alla griglia, per esaltare maggiormente il suo sapore, è ideale condirla con un filo di olio evo, pepe ed un pizzico di prezzemelo tritato. Si accompagna benissimo con ingredienti come acciughe, peperoncino, olive, aglio e formaggio grattugiato. L’indivia può essere anche abbinata a mele ed agrumi ed utilizzata nelle zuppe e nelle torte salate.

Prima di acquistare l’indivia accertatevi che i bordi non siano anneriti e che il cespo sia di un bel colore brillante e non risulti appassito. Le foglie devono essere fresche, carnose e croccanti. Quesa verdura si può conservare in frigorifero per circa 5 giorni (avvolta nella carta assorbente); se cotta, invece, la conservazione può prolungarsi fino ad un massimo 7 giorni.

Controindicazioni

Ad oggi non sono note controindicazioni legate al consumo dell’indivia, a meno che non si soffra di un’allergia specifica a questo ortaggio.


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